17 APR 2020 – La Terapia a Onde d’Urto a Bassa Intensità nella Riabilitazione Sessuale dopo Prostatectomia Radicale

andrologia
La disfunzione erettile è una frequente conseguenza dell’intervento di prostatectomia radicale a causa della lesione parziale o totale dei nervi che attivano il pene. La riabilitazione sessuale post-prostatectomia è argomento controverso e l’uso di farmaci orali (sildenafil, tadalafil, vardenafil, avanafil) è stato proposto per favorire la ripresa dell’erezione e prevenire l’atrofia del tessuto cavernoso del pene. L’efficacia di questo approccio è limitata, con risultati positivi che oscillano dal 35 al 75%. La terapia con onde d’urto a bassa intensità migliora la funzione erettile fino al 66% dei casi di disfunzione di origine vascolare e alcuni lavori sperimentali suggeriscono un possibile effetto delle onde d’urto anche nel caso della rigenerazione nervosa. Un gruppo di ricercatori brasiliani* ha pertanto valutato se l’efficacia della terapia con onde d’urto associata a terapia orale può produrre un risultato migliore della terapia orale da sola ai fini della riabilitazione sessuale in questa categoria di pazienti. Lo studio è stato condotto su due gruppi di pazienti sottoposti a prostatectomia radicale open o laparoscopica; 36 sono stati sottoposti a terapia con onde d’urto + tadalafil 5 mg ogni 24 ore; 41 hanno assunto unicamente tadalafil 5 mg al giorno; la terapia orale è stata avviata 7 giorni dopo la rimozione del catetere vescicale; la terapia con onde d’urto è stata attuata con un generatore lineare applicando 2400 impulsi per sessione 1 volta alla settimana per 8 settimane a partire dalla 6a settimana. I risultati, valutati a distanza di 16 settimane dall’intervento, mediante la somministrazione del questionario IIEF-5, non hanno evidenziato differenze tra i due gruppi di trattamento; sembrerebbe pertanto che la terapia con onde d’urto a bassa intensità non svolga alcun ruolo nella riabilatazione sessuale dei pazienti sottoposti a prostatectomia radicale.
A mio avviso lo studio è sicuramente interessante nella sua impostazione; si deve necessariamente tener conto che l’esiguità del campione di pazienti sottoposti a trattamento e la valutazione del risultato a breve distanza di tempo dal termine della terapia possano avere influenzato negativamente gli esiti; resta inoltre da stabilire se, nel caso specifico della disfunzione erettile conseguente a prostatectomia radicale, l’impiego di una dose di energia maggiore (maggior numero di impulsi/maggior numero di sedute/maggiore intensità) possa determinare un miglior risultato in un periodo di tempo più lungo.

*Baccaglini W. e altri. The role of the low intensity extracorporeal shockwave therapy on penile rehabilitation after radical prostatectomy: a randomizec clinicacal trial.. J Sex Med 2020; 17:688-94