Disfunzione erettile
La disfunzione erettile è la ridotta o assente capacità di iniziare e mantenere l'erezione. Interessa almeno il 13% della popolazione maschile italiana, con percentuali che salgono oltre il 40% dopo i 50 anni. Le cause sono organiche, psicologiche o miste. Questa pagina spiega come si classifica, come si diagnostica e quali terapie — farmacologiche, rigenerative e chirurgiche — sono oggi disponibili.
Disfunzione erettile: cause, diagnosi e terapie
La disfunzione erettile è la ridotta o assente capacità del pene di iniziare o mantenere un’erezione sufficiente a portare a termine un rapporto sessuale. Il Ministero della Salute stima che interessi almeno il 13% della popolazione maschile italiana, ma il dato è probabilmente sottostimato: molti pazienti non ne parlano con il proprio medico. Il silenzio è il vero ostacolo al trattamento, non la patologia.
Le percentuali crescono con l’età: circa il 40% degli uomini tra i 50 e i 55 anni riporta episodi ripetuti, e oltre il 50% degli over 70 ne è permanentemente interessato. L’età resta però un fattore di rischio indipendente, e anche uomini giovani possono esserne colpiti. Questa pagina raccoglie ciò che serve sapere: come si classifica la condizione, da cosa dipende, con quali esami si accerta e quali terapie la medicina e la chirurgia andrologica mettono oggi a disposizione.
Come si classifica la disfunzione erettile
La prima classificazione si basa sulla causa primaria e distingue due forme: la disfunzione erettile organica, con origine fisiologica, e quella psicologica, legata a condizioni della sfera mentale. Nella pratica clinica le due forme si sovrappongono quasi sempre.
Anche quando l’origine è chiaramente organica, la componente psicologica compare come conseguenza: l’impossibilità di avere rapporti soddisfacenti genera disagio, e il disagio amplifica gli effetti dei fattori fisici. Questo circolo rende la diagnosi più complessa e giustifica il ricorso a esami specifici.
Una seconda classificazione riguarda la gravità. Si parla di disfunzione erettile grave quando la condizione è cronica, rende difficile o impossibile il rapporto nella quasi totalità dei casi e non risponde né alla terapia farmacologica né alla terapia rigenerativa con onde d’urto. Ha un approfondimento dedicato nella pagina sulla chirurgia protesica e funzionale.
Quali sono le cause della disfunzione erettile
Le cause organiche sono numerose e agiscono spesso in associazione. Quasi tutte hanno a che fare con la circolazione o con la trasmissione nervosa.
- Malattie metaboliche e cardiovascolari che danneggiano arterie e vene coinvolte nel meccanismo erettile: diabete mellito, ipertensione, cardiopatia ischemica, aterosclerosi.
- Malattie del sistema nervoso centrale o periferico, come la sclerosi multipla.
- Traumi spinali o condizioni che alterano la trasmissione dei segnali nervosi dal cervello al pene.
- Riduzione dei livelli di testosterone, cioè l’ipogonadismo.
- Danno dei nervi dell’erezione come conseguenza della chirurgia prostatica o rettale.
- Malattia di La Peyronie, con coinvolgimento del tessuto cavernoso.
- Invecchiamento fisiologico, che porta con sé sia le patologie sopra elencate sia le relative terapie farmacologiche croniche.
Le cause psicologiche richiedono l’intervento dello psico-sessuologo per essere analizzate: stress cronico, tensioni lavorative, difficoltà nella coppia, traumi anche remoti. Anche lo stile di vita incide in modo diretto: sedentarietà e consumo cronico di tabacco — un noto vasocostrittore — spiegano parte della maggiore incidenza nella popolazione adulta.
Il ruolo del testosterone
Il testosterone regola processi che vanno ben oltre la sfera sessuale: glicemia, peso corporeo, umore, contenuto di calcio nelle ossa. Dopo i 50 anni si registra un calo fisiologico di circa l’1% l’anno, più marcato nei pazienti con diabete mellito o ipertensione. Misurarne i livelli è parte integrante della diagnosi.
Come si diagnostica la disfunzione erettile
La diagnosi si costruisce su più esami, e nessuno di essi da solo è conclusivo. Il percorso diagnostico standard prevede tre passaggi. Solo al termine il medico può indicare una terapia sensata.
- Esame clinico: accerta condizioni generali e locali — fimosi, incurvamento congenito o acquisito del pene — correlabili alla disfunzione.
- Profilo ormonale: verifica riduzione del testosterone, aumento della prolattina, alterazioni della funzione tiroidea.
- EcoColorDoppler penieno: durante un’erezione indotta farmacologicamente misura la velocità del flusso di sangue nelle arterie cavernose, individuando una riduzione dell’afflusso arterioso, una «fuga venosa» o una situazione mista.
Quando si sospetta un’origine psicologica si ricorre a strumenti più complessi, come la registrazione delle erezioni notturne con il RigiScan test.
Le terapie farmacologiche
Gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 — avanafil, sildenafil, tadalafil, vardenafil — sono la prima linea nei casi di origine vascolare. Bloccano l’enzima responsabile della «degradazione» dell’erezione, amplificando il meccanismo erettile.
Il presupposto per la loro azione è l’integrità dei meccanismi nervosi che trasmettono lo stimolo dal cervello al pene. Nei casi lievi o moderati l’efficacia supera il 70%, ma la percentuale cala all’aumentare del numero e della gravità delle condizioni sottostanti. Solo il 25% dei pazienti sottoposti a chirurgia prostatica con tecnica nerve sparing recupera un’erezione adeguata alla penetrazione, con o senza farmaci orali. L’uso è controindicato in chi assume nitroderivati per cardiopatia ischemica, inibitori della replicazione virale per HIV, o è portatore di retinopatia.
Quando la via orale è inefficace o controindicata si ricorre all’iniezione intracavernosa di prostaglandina E1, indolore e a basso rischio sotto controllo medico. Resta però poco gradita: l’85% dei pazienti la abbandona entro un anno. Va ricordato che entrambe le vie sono terapie sintomatiche: al cessare dell’effetto del farmaco la disfunzione persiste inalterata.
La terapia rigenerativa con onde d’urto
La terapia con onde d’urto a bassa intensità è stata sviluppata per stimolare la rigenerazione del tessuto cavernoso. L’energia applicata provoca vasodilatazione locale e reclutamento di cellule staminali circolanti, da cui origina nuovo tessuto vascolare. È l’unico approccio che agisce sulla causa e non sul sintomo.
Il trattamento è ambulatoriale, rapido, tollerabile e privo di effetti collaterali noti. Trova particolare indicazione nei pazienti con disfunzione erettile conseguente ad angiopatia diabetica, dove può anche rendere possibile una graduale riduzione della terapia farmacologica adiuvante.
Domande frequenti
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La disfunzione erettile si può curare?
- Nella maggior parte dei casi può essere trattata con efficacia. Il risultato dipende dalla causa: alcune terapie agiscono sul sintomo, altre sulla causa vascolare, la chirurgia sui casi gravi.
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È vero che può essere il primo segnale di un’altra malattia?
- Sì. Nei pazienti diabetici è spesso il sintomo che porta per primo dal medico. Per questo un’erezione che non funziona merita un accertamento e non solo una terapia sintomatica.
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I farmaci per l’erezione si possono prendere senza ricetta?
- No. Vanno assunti su prescrizione e sotto controllo medico, perché hanno controindicazioni precise in ambito cardiologico, oculistico e infettivologico.
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Serve anche un supporto psicologico?
- Spesso sì. Nella maggior parte dei casi la componente organica e quella psicologica coesistono, e trattare solo una delle due limita il risultato.
Il percorso comincia dalla diagnosi
La disfunzione erettile è una condizione clinica complessa, con cause identificabili e terapie documentate che vanno dal farmaco alla rigenerazione tessutale fino alla chirurgia protesica. Ciò che determina l’esito è la precisione della diagnosi: senza sapere se all’origine c’è un problema vascolare, un danno nervoso o un calo ormonale, ogni terapia è un tentativo. La visita andrologica è il passaggio che rende tutto il resto possibile.
Il Dott. Massimo Capone è chirurgo andrologo specialista in urologia, con oltre trent’anni di attività dedicata alla diagnosi e alla cura della disfunzione erettile, sia con terapie mediche sia con la chirurgia andrologica. Riceve a Trieste, Cervignano del Friuli, Carbonera, Pozzonovo, Pavia e Milano. Se il tuo punto di partenza è il sintomo, leggi la pagina non riesco ad avere un’erezione; per il caso grave, la chirurgia protesica e funzionale. Per iniziare, prenota una visita andrologica.

Dott. Massimo Capone
Chirurgo Andrologo Specialista in Urologia e perfezionato in Chirurgia Andrologica
Sono il Dott. Massimo Capone, urologo e chirurgo andrologo, e ricevo a Trieste, Udine, Treviso, Padova, Pavia e Milano. Se sei qui, forse convivi da tempo con un disturbo di cui parli malvolentieri: una difficoltà di erezione, un problema di fertilità, un cambiamento che ti preoccupa. Non c’è niente di cui vergognarsi, e non sei l’unico. Da oltre trent’anni mi occupo di salute sessuale maschile, e ho imparato che la parte più difficile è quasi sempre decidersi a prenotare. In visita ti ascolto prima di visitarti e ti spiego con calma le tue opzioni. Il resto lo affrontiamo insieme.

