Varicocele
Il varicocele è la dilatazione di una vena testicolare che aumenta la temperatura dello scroto e può compromettere la fertilità. È spesso asintomatico e colpisce quasi sempre uomini giovani. Questa pagina spiega cos'è, da cosa dipende, quali sintomi dà, come si diagnostica con l'EcoColorDoppler e in cosa consiste l'intervento mini-invasivo di sclerotizzazione che lo risolve.
Varicocele: cause, sintomi, diagnosi e intervento
Il varicocele è la dilatazione di una vena testicolare, cioè una vera e propria varice del plesso pampiniforme, il reticolo di vasi contenuto nello scroto. La vena deformata comprime il testicolo e ne aumenta la temperatura, causando nei casi più marcati pesantezza, fastidio e, soprattutto, un impatto sulla fertilità. Il Ministero della Salute stima che riguardi circa il 10-20% della popolazione maschile.
È una delle prime cause di infertilità maschile ed è presente in circa il 30-40% degli uomini che non riescono ad avere figli. Poiché nella maggior parte dei casi non dà alcun sintomo, viene spesso scoperto proprio durante gli accertamenti sulla fertilità. Questa pagina spiega che cos’è il varicocele, da cosa dipende, quali disturbi può dare, come si accerta e in cosa consiste l’intervento che oggi lo risolve.
Che cos’è il varicocele
Il varicocele è un’ectasia, cioè una dilatazione di una vena testicolare facente parte del plesso pampiniforme. La vena, dilatata e deformata, comprime il testicolo e ne aumenta la temperatura.
Le sue valvole interne, che normalmente impediscono al sangue di tornare indietro, cedono, e si crea un ristagno che dilata progressivamente il vaso. Il risultato è una cattiva ossigenazione dei tessuti e un aumento di temperatura della zona testicolare adiacente. Un dato aiuta a inquadrarlo: nel 95% dei casi noti il varicocele colpisce esclusivamente il testicolo sinistro, per ragioni legate alla diversa conformazione anatomica del drenaggio venoso.
Da cosa dipende
Il varicocele è una delle manifestazioni dell’insufficienza venosa cronica, la stessa predisposizione familiare che è alla base delle varici agli arti e delle emorroidi. Non si ereditano le varici in sé, ma la qualità dei tessuti che rivestono l’interno delle vene.
Tessuti venosi poveri di collagene, e quindi poco elastici, hanno più probabilità di deformarsi e di dare origine a varici. Va chiarito un punto importante: l’insufficienza venosa cronica non è una condizione prevenibile né prevedibile, e non esistono farmaci o abitudini di vita in grado di impedire alle vene di deformarsi. Il varicocele colpisce quasi esclusivamente uomini giovani, in piena età dello sviluppo, tra adolescenza e prima età adulta. Si ritiene che ciò dipenda dalle grandi modificazioni ormonali di quel periodo, che portano a un rapido sviluppo volumetrico dei testicoli e, con esso, a una maggiore probabilità che una vena adiacente si deformi. È anche il motivo per cui una prima visita andrologica in adolescenza permette spesso di individuarlo precocemente, prima che incida sulla fertilità.
Quali sono i sintomi del varicocele
La maggior parte dei varicoceli è del tutto asintomatica, e il paziente non è consapevole della propria condizione. Questo è il motivo per cui viene diagnosticato tardi, spesso per caso.
Quando invece è presente sintomatologia, può manifestarsi in alcuni modi ricorrenti.
- Sensazione di pesantezza e fastidio allo scroto.
- Presenza di una vena in evidenza sulla superficie del testicolo, visibile e palpabile.
- Aumento della temperatura del testicolo interessato dalla varice.
- Dolore testicolare, spesso descritto come sordo e dal punto d’origine poco definito.
- Infertilità, che di norma emerge solo in seguito ad accertamenti.
Proprio l’infertilità è spesso il motivo che porta a scoprire il varicocele. L’impatto sulla fertilità è di natura termica: la varice, ristagnando di sangue, si riscalda e danneggia gli spermatozoi, sensibili a precise condizioni di temperatura, che vengono così espulsi già morti. Chi affronta il problema partendo dal vissuto può leggere la pagina sul sintomo non riesco ad avere un figlio.
Come si diagnostica il varicocele
Il varicocele richiede una visita specialistica, andrologica o angiologica. L’esame d’elezione è l’EcoColorDoppler testicolare, che accerta la presenza del reflusso venoso. È indolore e permette di misurare con precisione l’entità della dilatazione.
All’esame ecografico il medico affianca spesso uno spermiogramma, indispensabile per valutare se e quanto la varice abbia deteriorato la qualità del liquido seminale. È questo il passaggio che collega il varicocele all’infertilità e ne definisce la reale rilevanza clinica per il singolo paziente. Per inquadrare la condizione riproduttiva nel suo insieme può essere utile la pagina sull’infertilità maschile.
Qual è il trattamento del varicocele
Allo stato attuale non è possibile rigenerare i tessuti venosi ormai danneggiati. Come per le vene varicose degli arti, la vena malata va quindi eliminata. Oggi si procede quasi sempre con tecniche mini-invasive.
Va chiarito però un punto: non tutti i varicoceli vanno operati. L’indicazione all’intervento si pone soprattutto quando la varice è sintomatica o quando lo spermiogramma dimostra un impatto sulla fertilità; nei casi asintomatici e senza ripercussioni sul seme, il medico può optare per il semplice monitoraggio. La decisione va quindi personalizzata, mai presa in automatico. La tecnica tradizionale prevedeva la legatura chirurgica della vena “a cielo aperto”, efficace ma con tempi di recupero e disagio post-operatorio considerevoli. È stata in gran parte sostituita dalla sclerotizzazione, eseguibile in regime di day surgery. Dopo una piccola anestesia locale, attraverso una minuta incisione sub-inguinale la vena viene esteriorizzata e vi si inietta un farmaco sclerosante che ne provoca la chiusura. La vena viene poi lentamente riassorbita dall’organismo senza conseguenze, perché il sistema venoso è una fitta rete di vasi in grado di compensarsi. Il paziente, dopo un breve periodo di osservazione, torna a casa e riprende le normali attività quotidiane in tempi rapidi.
L’intervento è doloroso o rischioso?
L’intervento di scleroterapia è considerato sicuro e ben tollerato dalla maggior parte dei pazienti. Viene eseguito in anestesia locale o spinale ed è sostanzialmente indolore.
Il dolore post-operatorio è minimo: l’incisione è piccolissima e richiede pochi punti di sutura, mentre il fastidio maggiore, comunque temporaneo, è dato dal normale edema, che si risolve in pochi giorni e si controlla con comuni antidolorifici. Le complicanze come emorragie e infezioni sono inferiori all’1% e le allergie al farmaco sclerosante sono rarissime. Il lavoro non gravoso può essere ripreso già dopo 24 ore, mentre è consigliabile astenersi da sforzi e attività sportiva per circa due o tre settimane; l’attività sessuale riprende di norma dopo due o tre settimane. Rivolgiti sempre al tuo medico per valutare l’indicazione e le modalità nel tuo caso specifico.
Domande frequenti
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Il varicocele dà sempre sintomi?
- No. Nella maggior parte dei casi è del tutto asintomatico e viene scoperto per caso, spesso durante gli accertamenti sulla fertilità o una visita di controllo.
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Il varicocele causa sempre infertilità?
- Non sempre, ma è una delle cause più frequenti: è presente nel 30-40% degli uomini con problemi di fertilità. Lo spermiogramma stabilisce se e quanto incide nel singolo caso.
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Come si accerta?
- Con la visita specialistica e l’EcoColorDoppler testicolare, l’esame d’elezione per rilevare il reflusso venoso, spesso affiancato dallo spermiogramma.
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Dopo l’intervento si torna subito alla vita normale?
- La dimissione è rapida. Il lavoro leggero riprende dopo circa 24 ore, mentre sforzi e sport vanno rimandati di due o tre settimane, il tempo di guarigione della piccola ferita.
Il primo passo è la visita andrologica
Il varicocele è una condizione frequente, spesso silenziosa, ma con un impatto concreto sulla fertilità. Solo la visita andrologica con EcoColorDoppler può stabilirne l’entità, e lo spermiogramma dice se sta compromettendo la qualità del seme. Quando è indicato, l’intervento mini-invasivo è oggi rapido e ben tollerato.
Per capire come il varicocele si inserisce nel quadro della fertilità, leggi la pagina sull’infertilità maschile; se parti dal vissuto, quella sul sintomo non riesco ad avere un figlio. Per valutare il tuo caso, prenota una visita andrologica nella sede più vicina.

Dott. Massimo Capone
Chirurgo Andrologo Specialista in Urologia e perfezionato in Chirurgia Andrologica
Sono il Dott. Massimo Capone, urologo e chirurgo andrologo, e ricevo a Trieste, Udine, Treviso, Padova, Pavia e Milano. Se sei qui, forse convivi da tempo con un disturbo di cui parli malvolentieri: una difficoltà di erezione, un problema di fertilità, un cambiamento che ti preoccupa. Non c’è niente di cui vergognarsi, e non sei l’unico. Da oltre trent’anni mi occupo di salute sessuale maschile, e ho imparato che la parte più difficile è quasi sempre decidersi a prenotare. In visita ti ascolto prima di visitarti e ti spiego con calma le tue opzioni. Il resto lo affrontiamo insieme.

