Calo del desiderio nell’uomo

Il calo del desiderio, in medicina desiderio sessuale ipoattivo, è la perdita marcata di interesse per il rapporto sessuale. Non riguarda solo gli uomini più avanti con gli anni e ha spesso radici psicologiche, ormonali o combinate. Questa pagina spiega cos'è la libido, perché cala, quando è un campanello d'allarme di altre patologie, come si diagnostica e come si cura.

Calo del desiderio nell’uomo: perché accade e cosa fare

Hai sempre meno voglia di fare l’amore, ti senti stanco e con meno energie? Un calo del desiderio è una condizione clinica vera e propria, che in medicina prende il nome di desiderio sessuale ipoattivo. Non è un semplice cambiamento d’umore e non va ignorato.

Spesso il calo del desiderio sessuale è un campanello d’allarme, la spia di condizioni sottostanti come gli squilibri ormonali. Le statistiche stimano che riguardi tra il 6% e il 41% degli uomini adulti e sessualmente attivi, e non colpisce affatto solo chi è avanti con l’età: interessa anche coppie e persone giovani. In questa pagina trovi cos’è la libido, quali sono le cause del suo calo negli uomini e cosa puoi fare per porvi rimedio.

Che cos’è la libido ?

La libido, o desiderio sessuale, è la naturale predisposizione a ricercare il rapporto con un partner. Nell’uomo nasce con la pubertà e accompagna tutta l’età adulta.

È un meccanismo governato in gran parte dagli ormoni, con equilibri complessi. Ma nell’essere umano la libido non si spiega solo con la biologia: intervengono anche l’aspetto psicologico e quello sociale. L’andamento del desiderio segue nel tempo una curva “a campana”, con il picco nella giovinezza, e varia molto da persona a persona. Per questo il desiderio sessuale va sempre letto nel suo insieme, tenendo conto della componente ormonale come di quella emotiva e relazionale.

Cosa si intende per calo del desiderio ?

Si parla di calo del desiderio quando una persona adulta e sessualmente attiva perde in modo evidente l’interesse per il rapporto. In medicina è il desiderio sessuale ipoattivo, considerato una patologia a tutti gli effetti. È più diffuso di quanto si pensi.

Al sintomo principale — la minore ricerca del rapporto — si affiancano spesso conseguenze che incidono sulla qualità di vita: perdita di autostima, aumento di stress e ansia, calo dell’interesse verso la relazione di coppia, tendenza alla depressione. Questi effetti possono ripercuotersi sul lavoro e sulla vita sociale. Non a caso il calo della libido è, statisticamente, uno dei fattori principali della crisi di coppia, ed è oggetto di studio dell’andrologia, della sessuologia e della psicologia.

Le cause psicologiche

Nella maggior parte dei casi il calo del desiderio ha radici psicologiche. Stress, noia e insoddisfazione sono le condizioni in cui il sintomo compare più spesso. Il mondo attuale, veloce e iperconnesso, tende ad amplificarle.

Tra i fattori più frequenti ci sono elevati livelli di stress, un lavoro vissuto come alienante, la mancata realizzazione professionale o sociale, stati cronici di ansia e depressione non curata, la perdita di fiducia in sé, problemi economici, l’insoddisfazione verso il partner e la routine ripetitiva.

A questi si aggiunge un fenomeno più recente, il cosiddetto “tecnostress”, legato alla fruizione immediata e continua di informazioni e contenuti, che incide in modo considerevole sulla vita di coppia.

Le cause organiche

Accanto ai fattori psicologici esistono cause organiche precise, che il medico deve sempre indagare. La più frequente negli uomini è l’ipogonadismo legato all’invecchiamento. Ma non è l’unica.

  • Calo del testosterone: l’abbassamento fisiologico dell’ormone con l’età (andropausa) o l’ipogonadismo congenito.
  • Patologie endocrine: ipotiroidismo, insufficienza surrenalica, obesità.
  • Diabete mellito: che pur non essendo neurologico provoca danni neurologici cronici.
  • Patologie andrologiche: condizioni croniche mai curate, come la malattia di La Peyronie.
  • Danni neurologici: ad esempio al midollo spinale.
  • Sostanze e farmaci: abuso di alcol e droghe, uso cronico di psicofarmaci.

Come si diagnostica ?

Vista la molteplicità delle cause, la diagnosi non è semplice e richiede un’anamnesi scrupolosa. Il medico andrologo indaga insieme la sfera organica e quella psicologica. Nessuno dei due aspetti va trascurato.

Il percorso valuta la storia clinica del paziente, la salute generale, le patologie in corso e la condizione psicologica, a volte anche psichiatrica. In questo contesto il medico può prescrivere esami mirati: il dosaggio del testosterone totale e libero, il controllo dei livelli endocrini per escludere l’ipotiroidismo e gli esami per il diabete mellito.

La visita clinica è indispensabile per valutare pene e testicoli ed escludere patologie come la malattia di La Peyronie, che possono essere all’origine del problema.

Come si cura ?

Il calo del desiderio è il sintomo di una condizione a monte, e la cura consiste nel risolvere ciò che l’ha originato. La terapia è quindi personalizzata sulla causa. Non esiste una risposta unica valida per tutti.

Quando la radice è psicologica, il percorso passa dal supporto sessuologico e psicologico, per agire su ansia, stress e dinamiche di coppia. Se il calo dipende invece da un accertato abbassamento del testosterone biologicamente attivo, la medicina può intervenire con la terapia androgenica sostitutiva, disponibile in forma orale, intramuscolare o transdermica, che punta a ripristinare desiderio, funzione sessuale e benessere psicofisico.

Quando la causa è un’altra patologia organica — come la malattia di La Peyronie — è quella a dover essere trattata, anche chirurgicamente, per restituire piena funzionalità e, con essa, il desiderio.

È normale desiderare di meno con l’età?

Con l’allungamento della vita biologica, un calo marcato del desiderio in un uomo ancora attivo non va considerato una condizione inevitabile. Solo una piccola parte degli uomini sperimenta un vero calo da andropausa. Molto più spesso l’origine è psicologica, oppure legata al testosterone bloccato dalle proteine del sangue.

La medicina moderna non considera “normale” una riduzione vistosa della libido in chi è ancora sessualmente attivo. Anche di fronte a una causa organica, non è ragionevole rassegnarsi e rinunciare a una sessualità sana: quasi sempre esiste un margine di intervento. Il presupposto è affidarsi a un medico competente, senza leggere il sintomo come un semplice segno dell’età. Il calo del desiderio va indagato, non subìto.

Domande frequenti

Il calo del desiderio riguarda solo gli uomini anziani?

No. Interessa anche coppie e persone giovani, ancora sessualmente attive. È spesso legato a stress, ansia o insoddisfazione, non solo all’età.

È sempre un problema ormonale?

No. Nella maggior parte dei casi le cause sono psicologiche. Solo una parte dipende da un calo reale del testosterone biologicamente attivo, che va accertato con esami.

Dopo i 50 anni è normale desiderare di meno?

Solo una piccola parte degli uomini va incontro alle manifestazioni dell’andropausa. Con l’allungamento della vita biologica, un calo marcato in chi è ancora attivo non va considerato inevitabile.

A quale medico devo rivolgermi?

Al medico urologo perfezionato in andrologia, spesso con solide competenze anche di sessuologia.

Il primo passo è la visita andrologica

Il calo del desiderio è un sintomo, e dietro c’è una causa da individuare: psicologica, ormonale o combinata. Solo la visita andrologica può stabilire quale, e da quella diagnosi dipende la cura giusta. Non è una condizione a cui rassegnarsi.

Puoi approfondire la condizione clinica nella pagina sul calo della libido, oppure, se sospetti un’origine ormonale, in quella sul calo del testosterone. Per valutare il tuo caso, prenota una visita andrologica nella sede più vicina.

Dott. Massimo Capone

Chirurgo Andrologo Specialista in Urologia e perfezionato in Chirurgia Andrologica

Sono il Dott. Massimo Capone, urologo e chirurgo andrologo, e ricevo a Trieste, Udine, Treviso, Padova, Pavia e Milano. Se sei qui, forse convivi da tempo con un disturbo di cui parli malvolentieri: una difficoltà di erezione, un problema di fertilità, un cambiamento che ti preoccupa. Non c’è niente di cui vergognarsi, e non sei l’unico. Da oltre trent’anni mi occupo di salute sessuale maschile, e ho imparato che la parte più difficile è quasi sempre decidersi a prenotare. In visita ti ascolto prima di visitarti e ti spiego con calma le tue opzioni. Il resto lo affrontiamo insieme.